Quando Carlo Azeglio Ciampi è stato presidente della Repubblica, non mi interessavo ancora di politica.  All’inizio del suo mandato non ero ancora maggiorenne e alla fine poco più che ventenne. Come me allora, penso che anche molti giovani di oggi provino disinteresse nei confronti della res publica. Soprattutto in tempi dove l’incertezza è uno stato che molti ragazzi conoscono bene, non è facile avere ancora fiducia nelle istituzioni e prendervi parte. Altri invece proprio in tempi così tentennanti, decidono di farsi forza e di unirsi per cercare di cambiare l’Italia. È questa l’esortazione di Ciampi in A un giovane italiano. Un libro che si legge in fretta. Poco più di 140 pagine che racchiudono un parallelo tra le esperienze giovanili del presidente e i consigli a un Giovane Amico. Consigli che non vengono dati dall’alto, da chi vuole “difendere” le istituzioni, ma da chi non si dimentica di essere stato giovane, neppure a novant’anni.

A un giovane italiano, Carlo Azeglio Ciampi, Best BUR Rizzoli. 

stefania simonato

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