Quando si avvicinano le feste non posso fare a meno di pensare a lei. La piccola fiammiferaia della fiaba di Andersen. Ogni anno riaffiora il ricordo di un libro da colorare e di una recita in quello che una volta chiamavamo asilo, ora scuola dell’infanzia, che ha segnato la mia vita. Una bambina, come forse lo ero io allora, che cercava di vendere i fiammiferi ai passanti per poi accasciarsi sulla neve. E il mio pensiero oggi va a loro. A tutti quei bambini per cui non esiste Natale, non esiste Babbo Natale e non esistono regali, panettoni e luci. Ci sono ancora troppi bambini che soffrono per la fame, la guerra, la pedofilia, il traffico di organi e tutto quello che di più brutto c’è al mondo. Sono loro a farne le spese anche nei nostri paesi “civilizzati” quando mamma e papà litigano, quando c’è una separazione in corso e quando devono assistere o essere vittime di violenze all’interno delle mura domestiche. Sono loro a venire abbandonati perché non voluti, i più fortunati in ospedale gli altri dentro un sacchetto della spazzatura.  Sono ancora tanti quelli che devono passare il Natale in ospedale lottando contro cancro, leucemie e malattie rare. A tutti questi bambini vorrei dire: “I vostri fiammiferi non si spegneranno e le gioie del Natale non saranno solo un sogno o un miraggio”. Ma purtroppo sarebbe solo un’illusione.

stefania simonato

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