#meteorite015 – Il mio arcobaleno

di Stefania Simonato

Ecco qua… questa sono io… tutti i miei colori… il rosso ❤️ il mio spirito un po’ “comunista” del bene comune del bene per gli altri prima del mio… il giallo 💛 il mio lato estroverso espansivo solare e sorridente… l’arancione 🧡il calore dell’abbraccio che considero la più bella manifestazione di bene… il blu 💙 i miei occhietti che cercano di vedere oltre le apparenze e trovano il bene anche dove non c’è… il verde 💚 la speranza che domani sia sempre migliore di oggi… il viola 💜 le mie tristezze malinconie difetti e momenti no che non tutti conoscono e a volte pochi accettano… il fucsia 💗la dolcezza del mio animo fanciullesco e piccolo piccolo… l’oro 🥇quello prezioso fatto di famiglia sentimenti amicizie e persone belle… tutto insieme 🌈il mio #arcobaleno… che non tutti amano… probabilmente perché abituati a vivere in bianco e nero… Non cambiare mai migliora sempre

Tre passi con Marian per la ricerca

di Stefania Simonato

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Queste che vedete qui sopra sono le scarpette da ballo di Marian Zuanon. Marian era una ragazza di 22 anni come tante. Una famiglia, un fidanzato, tanti amici, la passione per la danza e il sogno di diventare medico. La sua vita terrena si è fermata nel 2015 dopo due mesi di ospedale per un male inspiegabile al sistema neurologico.

Un’esistenza completa: lo studio, la gioia e l’arte della danza. Con questi 3 “passi” Marian danzava nel palcoscenico della vita e sono proprio questi elementi che hanno dato origine a “TRE PASSI CON MARIAN”. Un evento che si ripete da ben 4 anni e che vede ballerini di varie specialità uniti per la ricerca.

L’ultima edizione ieri 9 dicembre al teatro di San Giorgio in Bosco (PD). Sul palco la compagnia Ottavo Elemento, di cui Marian faceva parte, l’ASD Alla Sbarra, Davide Martinello e Speranza Dal Sasso per il latino americano, il gruppo classico El Malecòn, le Holosericae Tribe e il duo musicale Akusma Acoustic.

Quando qualcuno ci lascia, non ci lascia mai del tutto. Vive nei ricordi e nel bene che in suo onore possiamo fare. La ricerca ha sempre più bisogno di sostegno e questo Marian, che voleva fare il medico, lo sapeva bene. È solo con l’avanzamento della scienza che malattie una volta incurabili ora danno un’aspettativa di vita più alta. Ed è per lei e per tutti quelli che potranno trovarsi nella stessa situazione che è importante continuare a sostenere i ricercatori. Non si può pensare che alcuni mali siano altro da noi. Che non possano capitare. Tutti potremmo avere bisogno di una nuova cura per vivere.  In memoria di Marian da questo evento sta nascendo una Onlus.

Alcuni video e foto dell’evento di ieri sera.

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Segnalazione noir: “Morte a Milano. Ernest”

di Michela Zanarella

morteamilano.jpgEcco l’uscita del noir di Antonio Gerardo D’Errico, “Morte a Milano.Ernest” edito da Macchione Editore.

Dino Lenza, traduttore di romanzi gialli, è alle prese con l’ultimo lavoro dello scrittore francese Jean Baptiste Monnais, dal titolo “La morte di uno sconosciuto”. Il protagonista è il giovane Ernest, che è stato vittima da
bambino di ripetute violenze sessuali da parte dello zio. Lenza resta scosso da quelle descrizioni, rivivendo le angosce del personaggio, immedesimandosi nei suoi stati d’animo. Trova anche nei tratti somatici del protagonista una certa somiglianza coi suoi. Viene colto da un moto intimo di rabbia, come non si era mai manifestato prima.

Elimina completamente dalla traduzione le pagine scritte dell’autore francese e inizia la scrittura del suo giallo. I toni si fanno aspri e cruenti, il cinismo e la follia omicida non lasciano più uno spiraglio per il perdono. Il commissario incaricato delle indagini, pur nutrendo forti sospetti su tutti quegli omicidi, non riesce a trovare una spiegazione efficace per evitarli.

Una figura di rilievo della narrazione è la zia del giovane traduttore, pittrice famosa e donna di grande bellezza. Il rapporto tra i due lascia intravvedere un’ossessione seduttiva reciproca.

D'Errico.jpgAntonio G. D’Errico, poeta, scrittore e sceneggiatore. Premio Grinzane Pavese, nel 1998 e nel 2000. Ha scritto numerosi testi di argomento musicale. Nel 2011 pubblica per Rizzoli la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte, scritta insieme al cantautore milanese e, nel 2015, esce presso Mondadori con la biografia di Pino Daniele, Je sto vicino a te, scritta insieme a Nello Daniele, fratello di Pino. Il suo esordio nella letteratura di genere noir gli vede assegnare il terzo posto dalla giuria dei lettori al “Premio Scerbanenco, Courmayeur noir in festival”, con l’opera per ragazzi Il Discepolo, ispirato ai fatti di cronaca legati alla sette sataniche. Successivamente dà alle stampe l’originale thriller sul mondo della scuola, La governante Tilde. Con Morte a Milano ritorna al noir tematico di genere, dopo aver pubblicato da poco per Controluna edizioni la delicatissima silloge poetica dal titolo Amori trovati per strada (Luglio 2018).

#meteorite014 – #nonunadimeno

Donne… donne che stanno in silenzio e che subiscono… donne umiliate… donne ferite… donne che si fanno in quattro… in sei… in otto… donne che non abbandonano anche chi non merita… Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne… quando potremmo dire non serve più perché non c’è più violenza? Ricordate… esiste anche la violenza verbale… e psicologica… i lividi dell’anima sono difficili da cancellare… Abbiate rispetto delle donne… sono loro che portano spesso il peso… di una società che emargina, che degrada, che pretende… eppure loro continuano ad andare avanti nonostante tutto… col sorriso e una parola buona… chi è forte… non ha bisogno di usare la violenza per dimostrarlo… 25 novembre 2018… #nonunadimeno #nonenormalechesianormale