Dischi Soviet Studio: 10 anni di qualità musicale

di Stefania Simonato

Venerdì 18 gennaio 2018  grande festa per i dieci anni di Dischi Soviet Studio, l’etichetta discografica di Cittadella (PD). La location? Il VINILE di Rosà (VI). Sul palco? Alcesti, Bob Balera, Limone e A Toys Orchestra. A fare gli onori di casa Matteo Marenduzzo presidente di Dischi Soviet Studio. Una serata all’insegna della musica di qualità. Il progetto, nato 10 anni fa,  ha l’obiettivo “di dare visibilità ai gruppi ed alle personalità del territorio, ritenuti troppo brillanti per finire coll’essere confinati qui.” Il Festival di venerdì sera è stato a dir poco meraviglioso. Sai quando le ore passano e non te ne accorgi? Ecco… è stato così. L’alternanza dei gruppi, ritmi e canzoni che ti prendono e non ti fanno stare fermo, chiacchiere con gli amici sorseggiando un drink… e arriva la conclusione, che nonostante siano quasi le 2.00 di notte ti sembra troppo in anticipo e vorresti che tutto iniziasse da capo.

Congratulazioni a Dischi Soviet Studio per il traguardo raggiunto con l’augurio di continuare su questa strada perché c’è bisogno di musica e soprattutto di musica qualità!

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Il Muro torna nell’Alta Padovana

di Stefania Simonato

Dopo il successo di Cittadella, Die Mauer (Il Muro) di Marco Cortesi e Mara Moschini torna nell’Alta Padovana. Questa volta il palco è quello del Teatro di San Giorgio in Bosco. Uno spettacolo che dà memoria a una dei fatti più vergognosi della storia europea: il muro di Berlino. Un momento per ricordare e riflettere. Questa volta con uno scopo benefico. Infatti i proventi andranno a sostegno dei Comitati di Sostegno alle Forze e Iniziative di Pace che da anni operano nel territorio bosniaco per ricostruire quello che la guerra ha spazzato via. Sia dal punto di vista materiale che umano. L’appuntamento è sabato 19 Gennaio alle 20.45. Biglietti ancora disponibili. Per info tel. 347/4323215

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Tre passi con Marian per la ricerca

di Stefania Simonato

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Queste che vedete qui sopra sono le scarpette da ballo di Marian Zuanon. Marian era una ragazza di 22 anni come tante. Una famiglia, un fidanzato, tanti amici, la passione per la danza e il sogno di diventare medico. La sua vita terrena si è fermata nel 2015 dopo due mesi di ospedale per un male inspiegabile al sistema neurologico.

Un’esistenza completa: lo studio, la gioia e l’arte della danza. Con questi 3 “passi” Marian danzava nel palcoscenico della vita e sono proprio questi elementi che hanno dato origine a “TRE PASSI CON MARIAN”. Un evento che si ripete da ben 4 anni e che vede ballerini di varie specialità uniti per la ricerca.

L’ultima edizione ieri 9 dicembre al teatro di San Giorgio in Bosco (PD). Sul palco la compagnia Ottavo Elemento, di cui Marian faceva parte, l’ASD Alla Sbarra, Davide Martinello e Speranza Dal Sasso per il latino americano, il gruppo classico El Malecòn, le Holosericae Tribe e il duo musicale Akusma Acoustic.

Quando qualcuno ci lascia, non ci lascia mai del tutto. Vive nei ricordi e nel bene che in suo onore possiamo fare. La ricerca ha sempre più bisogno di sostegno e questo Marian, che voleva fare il medico, lo sapeva bene. È solo con l’avanzamento della scienza che malattie una volta incurabili ora danno un’aspettativa di vita più alta. Ed è per lei e per tutti quelli che potranno trovarsi nella stessa situazione che è importante continuare a sostenere i ricercatori. Non si può pensare che alcuni mali siano altro da noi. Che non possano capitare. Tutti potremmo avere bisogno di una nuova cura per vivere.  In memoria di Marian da questo evento sta nascendo una Onlus.

Alcuni video e foto dell’evento di ieri sera.

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Un poeta che non si limita a scrivere

di Marco Patuzzi

Sono nato a  Bassano del Grappa il 6 Agosto 1980. L’amore per l’arte lo devo al nonno che era pittore. A tal proposito mi piace dire che le mie poesie son “quadri con le parole”. Devo invece a mia  madre, insegnante, l’amore per le lettere, sopratutto per la poesia.

Capisco, sin dalla più tenera età, di avere una teatralità innata che successivamente svilupperò, e migliorerò, attraverso i vari corsi di teatro svolti negli anni. Da qualche anno giro le principali città italiane eseguendo performance in cui unisce teatro e poesia in maniera emotivamente coinvolgente. Dal teatro ho preso il ritmo, la drammaticità e la spettacolarità. Dalla poesia invece  ho preso l’intimismo e il linguaggio criptico. Ogni cosa che  metto in scena nasce, in primo luogo, cartacea e solo successivamente quelle parole trovano, grazie anche alla notevole esperienza teatrale accumulata, un nuovo modo di essere portate, e declamate, in scena.

L’elemento corporeo, che è uno dei tratti distintivi del mio essere artista, aggiunge infatti alle parole un effetto drammatico creando così un pathos che nessun reading riuscirebbe a rendere. Considero infatti il palco la mia  vera dimensione, li, faccio  esplodere tutta la tensione che c’è nei miei  versi cosi come tutta la dolcezza che c’è nelle mie  poesie più soffuse. Mi piace dire che nella mia arte l’immaginazione  del poeta si unisce all’ espressività dell’ attore e alla gestualità del performer.

Tutto quello che faccio in scena è finalizzato a rendere consapevole lo spettatore, liberandolo dai suoi condizionamenti mentali e sociali.

Ho, per finire, una pagina Facebook che tengo costantemente aggiornata , e un canale YouTube sempre a mio nome.

Questo è il video della performance che ho tenuto per tutto luglio 2018 al interno delle notti bianche bassanesi: