Finalmente una foto con Lorenza Mario

Quando Lorenza Mario è entrata a far parte del “Bagaglino” ero poco più che una ragazzina. Sarà stato per la sua origine veneta e proprio in un comune poco lontano dal mio, sarà stato per il suo modo, ma quando compariva in tv era come se entrasse in scena una persona familiare. Nello stesso paese dove è cresciuta Lorenza, ho la fortuna di avere dei parenti che conoscono la sua famiglia. Più volte in passato sono arrivata al punto di poterla incontrare ma senza mai riuscirci. Ricordo ancora quando durante il Carnevale Sangiorgese (quello di San Giorgio delle Pertiche – PD), avrei avuto la possibilità di conoscerla. Mia cugina era tra i volontari che davano una mano per la sfilata allegorica e quell’anno la madrina del carnevale era Lorenza. Non vedevo l’ora che arrivasse quel giorno. Purtroppo è arrivata pure l’influenza. Quindi niente carnevale e niente Lorenza Mario. Sono passati più di 15 anni da allora. Ma ogni volta che Lorenza fa la sua comparsa in tv, resta sempre la sensazione di un volto di famiglia. Quando una settimana fa ho appreso da facebook che oggi sarebbe stata ospite a Radio Gamma 5 per presentare il suo primo singolo “È così che lo Vorrei”, non c’ho pensato due volte. Ed ecco che finalmente dopo più di 15 anni la foto è arrivata. Peccato che, i vip sono sempre di fretta, per cui ci siamo parlate poco. Un desiderio di ragazzina che oggi è stato soddisfatto.

Un grazie speciale a Diego Deppi.

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700 km per un viaggio nei ricordi

La prima volta che ho varcato il confine della Germania, avevo 3 anni e mezzo. Era l’agosto del 1987, lo zio Germino si sposava con la zia Conny e io ero insieme a Martina la loro damigella. Si erano messi insieme poco prima che io nascessi. Poi ci sono tornata nel dicembre 1992 e 2014. Quando mio cugino Paolo mi ha proposto di tornarci in questi giorni, non potevo che accettare. Ed ecco che mercoledì 4 aprile abbiamo fatto 8 ore di viaggio per arrivare a Spiegelberg, dove zia Conny ci aspettava. Zio Germino purtroppo non c’è più.  Nel 2014 ero tornata per il suo funerale. Che dire. Tre giorni tra ricordi, svago, un po’ di malinconia e risate.

La Germania per me è sempre stata “Familie”. Quando sento un po’ di tedesco i miei pensieri vanno sempre a estati meravigliose quando gli zii venivano a trovarci e tutto assumeva un sapore diverso. Passano gli anni, ma quando si ritorna sembra quasi di non essere mai stati lontani. Ogni volta è sempre una gioia. Quale occasione migliore per tornare in Germania se non il compleanno della zia il 5 aprile? Una giornata speciale per stare in “Familie” con ritrovo di cugini e amici.

Un altro giorno da ricordare sicuramente è stato venerdì 6 aprile. Sulla via del ritorno in Italia ci siamo fermati a Waldenbuch, sede della famosa cioccolata quadrata, Ritter Sport.  Appena ci si avvicina all’azienda si cominciano a vedere lungo la strada dei quadrati colorati. Gli stessi che compaiono anche nelle facciate dell’edificio. All’interno oltre a uno spaccio, con ogni ben di Dio, il Ritter Museum. Un museo d’arte dove sono esposte opere con protagonista la forma del quadrato. Non manca un’esposizione sulla storia dell’azienda e sulla produzione della cioccolata. Materie prime selezionate, gusti sempre nuovi e tanti colori per un brand irresistibile.

Un grazie a mio cugino Paolo ottimo compagno di viaggio e “autista di autostrade”, alla mia “Deutsche Familie” e a voi dico “Bis Bald” (a presto)!

Ecco alcune foto

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Ciao Fabrizio, grazie per il tuo garbo!

Ci sono personaggi televisivi che più di altri ti entrano nel cuore e che quando se vanno è come se ad andarsene fosse un tuo familiare.

Fabrizio Frizzi è uno di questi. Questa mattina quando ho letto la notizia pensavo si trattasse di una bufala… invece no… la risata più amata della Rai se n’è andata stanotte.

Un uomo semplice, educato mai superbo. Un conduttore che entrava nelle case in punta di piedi. Uno quelli che non sei mai stanco di vedere. Un personaggio dal cuore grande e impegnato per la ricerca. Preziosa presenza sia nelle Partite del Cuore, sia nella maratona per Telethon. Il tutto fatto sempre con garbo e senza vantarsene. Ora la frase “se guarirò vi racconterò tutto per testimoniare l’efficacia della ricerca” suona come un beffardo scherzo del destino.

Grazie Fabrizio per averci insegnato che si può essere umili pur facendo un lavoro in vista ed essendo commendatore della Repubblica. Grazie per la tua risata fragorosa che ci regalavi ogni sera all’ora di cena. Grazie perché se il mondo non è poi così tutto brutto è anche per persone come te!

Ciao Fabrizio!