Achtung! Tutto questo non è passato!

Ogni anno quando arriva questa giornata di ricordo, non posso fare a meno di ribadire che tutto questo non è passato. Ci sono ancora troppi sopraffazioni e abusi verso chi è “diverso”. Sento spesso frasi razziste, poco tolleranti e di odio nei confronti di persone di cui non si conosce la storia. Si addita e si attribuiscono etichette solo per sentito dire. Eppure la razza è una sola: quella umana. Nelle vene di qualsiasi persona, indipendentemente dal colore della pelle, dalla fede religiosa o dall’orientamento sessuale, scorre sangue rosso. Eppure sembra che, visto che non lo vediamo, a volte ce ne dimentichiamo. Ogni volta che insultiamo qualcuno, ci auguriamo che i barconi affondino, non tolleriamo forme di amore diverse dalla nostra o vorremmo che tutti fossero “perfetti” stiamo agendo come chi voleva la supremazia di un’unica razza. Settantadue anni sono tanti, sono più del doppio di quelli che ho io. Forse però non sono abbastanza. Non sono abbastanza perché dal 1945 a oggi continua tutto questo. I campi di concentramento sono presenti tutt’ora nel mondo. E l’odio non si ferma. Ogni volta che stiamo per dire o per fare qualcosa contro qualcuno solo per delle idee che ci vengono inculcate o perché abbiamo paura senza conoscere, fermiamoci in tempo prima che diventi un pensiero comune e continui a creare ghettizzazione. Affido queste mie parole soprattutto a chi ricopre cariche importanti o è una celebrità. Infatti il passo dalla parola ai fatti non è così breve. Impariamo a ricordare  questi avvenimenti e cerchiamo di spenderci in prima persona perché nessuno sia sterminato per l’ideologia dell’odio.

stefania simonato

Pezza Petrosa: il sottosuolo che parla

Quando si percorre con l’auto la provincia brindisina, tutte le strade sembrano uguali costeggiate da muri a secco in pietra e sassi, le forme paffute dei fichi d’india e la maestosa eleganza degli ulivi… ma fra quei sassi invece, c’è un luogo sulla strada che da Grottaglie accompagna a Villa Castelli che custodisce e condivide con chi lo visita una memoria importante e ricca.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI PEZZA PETROSA A VILLA CASTELLI

Pezza Petrosa è l’unico luogo della provincia brindisina dove la storia, l’arte e la letteratura tacciono e parla solo il sottosuolo.

A poco più di 2 chilometri da Villa Castelli, il Parco Archeologico di Pezza Petrosa ha una superficie complessiva di circa 5000 metri quadri, di cui almeno mille sono occupati dall’ampia necropoli.

Due campagne di scavi, effettuate nel 1989 e nel 1991 dalla Sovrintendenza Archeologica della Puglia, hanno portato alla luce una necropoli formata da trentatré tombe intatte e di forma diversa, nel rivestimento, nella copertura, nel tipo di scavo e nell’orientamento del corpo.

Esse contenevano reperti ossei, vasi e suppellettili vari, ora conservati nella Mostra dei reperti archeologici ospitati nel Museo Civico all’interno del Palazzo Ducale di Villa Castelli. I corredi funerari testimonierebbero che il sito sarebbe stato abitato dal periodo neolitico fino al 600 d.C.

Gli scavi hanno identificato resti anche dell’abitato, un phrouron (avamposto militare) tarantino, riutilizzato in epoca romana. I resti, danneggiati dai lavori agricoli, comprendevano possibili resti di abitazioni e delle mura difensive in blocchi, databili per motivi stratigrafici a dopo la metà del IV secolo a.C.

La cerimonia ufficiale di apertura al pubblico si è svolta il 24 maggio 2009, giorno in cui il Comune ha inaugurato anche il Museo Civico e la Mostra dei reperti archeologici di Pezza Petrosa.

Grazie al lavoro di storici locali ed esperti nazionali, Pezza Petrosa non è più la città dei morti, ma la città dei vivi.

“Quelle tombe, pur senza lapidi, senza fotografie e nomi, non lasceranno deluso il visitatore poiché si trasformano in una moderna galleria all’aperto dove tornano alla vita uomini e donne, bambini ed anziani, con le attività e i loro mestieri, con gli oggetti cari durante la loro vita terrena; solo così la tomba non è più una semplice fossa vuota, ma è un micro-organismo che rappresenta l’anello di congiunzione fra questo e l’altro mondo.” (Pietro Scialpi)

Informazioni

Incrocio Villa Castelli-Grottaglie. Zona facilmente raggiungibile.

Visitabile. Per info contattare l’Ufficio Cultura di Villa Castelli: tel +390831869208

Accessibile ai diversamente abili

Bibliografia

Chirulli, A. G. (2008) Pezza Petrosa, in “Villa Castelli, Il Balcone dell’Alto Salento, ed. Comune di Villa Castelli.

Gernone, A. (2004) Sito archeologico di Pezza Petrosa,in Carta Toponomastica, ed. Comune di Villa Castelli.

Scialpi P. (2011) Il Parco Archeologico di Pezza Petrosa a Villa Castelli, Edizioni Pugliesi

 stefano zaramella